Dubai e l’Arte di Marzo

La capitale degli Emirati si propone come centro dell’arte mediorientale con quattro appuntamenti da non perdere

La cultura in città si fa largo

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Opening night Party at Art Dubai 2017, Courtesy of Photo Solutions

tra le velleità di espansione economica, architettonica e demografica della città emiratina, con una serie di iniziative che vogliono mettere Dubai al centro di una mappa sempre più ambiziosa, con Expo 2020 che si avvicina all’orizzonte e a data di apertura sempre più vicina del Louvre e del Guggenheim di Abu Dhabi.

La città sta allargando le sue ambizioni e vuole essere il centro di propulsione della creatività di tutto il Medio Oriente, se non oltre. In questi giorni, quattro iniziative culturali trasformano Dubai in un deserto creativamente fertile.

Art Dubai si svolge sotto il patrocinio dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai. Alla guida artistica, per il primo anno, la libanese Myrna Ayad e il madrileno Pedro Del Val.

È una tappa sempre più importante, che si posiziona nel calendario artistico globale tra l’Armory Show di New York e la tappa di Art Basel a Hong Kong.

Le opere e le gallerie in mostra quest’anno si dividono tra due gallerie dedicate all’arte contemporanea e una dedicata all’arte moderna, e nei corridoi e nei vari stand , i quali camminano con il telefono sempre puntato a fare da schermo ai temi contemporanei della fiera.

Normalmente sono due i poli dell’arte a Dubai: le gallerie del centro finanziario di DIFC, alla base dei grattacieli altissimi, tra il nuovo Cipriani, la sede di Christie’s e gli uffici dell’alta finanza, e i warehouse della zona industriale di Al Quoz, in cui la Alserkal Avenue riunisce gli artisti più coraggiosi e le gallerie più importanti.

A questo panorama si aggiunge Art Dubai, arrivata quest’anno alla sua undicesima edizione.

Ad aprire il percorso che attraversa gli stand di 90 gallerie da 44 Paesi, troviamo la galleria di Sabrina Amrani di Madrid – Jal Hamad e Sabrina sono impegnati in un tour mondiale costante per esporre le opere della loro gallerie, che hanno selezionato con una sensibilità molto attenta ai temi contemporanei. Quest’anno le opere di Nicène Kossentini si lanciano in una decostruzione della poetica visiva di questa parte di mondo, e le immagini di decorazioni arabe in successione via via si scompongono, per rinforzare l’idea di dislocamento che si avverte molto forte in questa zona di mondo, e in particolare in questa edizione di Art Dubai.

Le opere di Sadik Kwaish Alfraji, artista iracheno che due anni fa aveva presentato le sue opere alla Biennale di Venezia, spiccano per la poesia delle forme della sua A Cloud in Trousers – presentata da Ayyam Gallery, e allo stesso tempo dai video che ora sono in mostra al centro Maraya, rappresentate in concomitanza alla Biennale d’Arte di Sharjah.

Il tema della causa palestinese e’ ovviamente molto sentito e rappresentato di frequente nelle opere presenti in questa fiera, in un periodo in cui Banksy apre il suo ironico Walled-Off Hotel (nome che si legge in modo simile al famoso Waldorf Hotel) con vista sul muro tra Israele e Palestina.
I lavori dell’artista iracheno Dia Azzawi, rappresentato dalla galleria Meem di Dubai, prendono il centro della scena con il monumentale Jenin Jenin, un arazzo in bianco e nero di grandi dimensioni composto da tre pannelli, ognuno contenente una figura umana in posizione contorta, che rappresenta il massacro nel campo profughi di Jenin del 2002. La firma è l’impronta della mano dell’artista, di colore rosso scuro come il sangue.

Persino Samia Halaby, artista palestinese dalla lunga esperienza che da decenni si impegna nella ricerca di forme e colori astratti, ha deciso di rappresentare la sofferenza del suo popolo, alla galleria Ayyam, concentrandosi su un altro massacro in Palestina: nelle sue tavole a matita esprime il dolore grezzo, non filtrato e incolore, che il popolo del paesino di Kafr Qasem ha dovuto subire a causa del massacro per mano israeliana nel 1956, come una memoria che si ripete e che anche a matita non poò venire cancellata.

Art Dubai - Slash (2017) by Thukral & Tagra, on show at Chatterjee and Lal. Photography by Mosh Lafuente.

Slash (2017) by Thukral & Tagra, on show at Chatterjee and Lal. Photography by Mosh Lafuente.

Dubai in questi giorni si vuole piazzare al centro della mappa per tutti i creativi, che in un primo momento tra la sabbia e i grattacieli potrebbero sentirsi piuttosto spaesati delle opere rappresentate ad Art Dubai: la Design Week si fa notare portando in scena alcuni talenti molto particolari, tra cui ci colpisce con poche parole e la poesia dei suoi lavori il londinese Umut Yamac (creatore di una lampada in ottone, in equilibrio delicatissimo tra design e arte) e il norvegese Kim Thomé, che in passato aveva collaborato con Swarovski per la costruzione di un altissimo totem nel V&A Museum di Londra.

E tanto altro: Fashion Forward riunisce i talenti della moda e prova a farsi largo nel panorama della moda, per trasformare un appuntamento mediorientale in un’occasione globale.

In tutto questo Dubai si trasforma sempre, tenendo come riferimento il motto della donna più giovane del mondo a capo del ministero della felicità, ovvero la mattina possiamo essere api o mosche, ovvero scegliere di andare verso i fiori o verso la spazzatura. Dubai sembra voler attirare i talenti creativi, oltre a quelli imprenditoriali, e diventare un posto felice – pur conoscendo le proprie contraddizioni e il panorama di sofferenza che lo circonda.

s07e25 – Passaggio a Dubai – Avventura

Passaggio a Dubai in questa puntata vi porta all’avventura tra i delfini dell’Oman e i beach club degli Emirati, una buona scusa per ascoltare della musica nuova spacconissima. Benvenuti a una nuova puntata, come ogni domenica su Radio Fragola.

1. One Another – Mac DeMarco
2. Kolly Kibber – Peter Doherty
3. Baby Come Over – Brisa Roche
4. Everyday – Sacred Paws
5. First Caress – Spoon
6. Lo – Lisa Hannigan
7. Beauty of the Road – Future Islands
8. Whatever Happened to Soy Bomb – EELS
9. When Somebody Thinks You’re Wonderful – Fats Waller
10. Things It would be helpful to know before the revolution – Father John Misty
11. Flight of the Icarus – Iron Maiden
12. Jamaica Jerk-Off – Elton John
13. Nouel – Laura Marling

s07e24 – Passaggio a Dubai – Mostly Design

Ascolta la puntata nuova, con alcune storie dal Salone del mobile, rambling, canzoni meravigliose e un mini lancio al Primo Maggio:

1. Empty Body – Sacred Paws
2. You can call me Al – Paul Simon
3. Sea Hearts – Honeyblood
4. Carlton Touts – Sleaford Mods
5. The Beat – Elvis Costello
6. La più forte – Tre Allegri
7. Time on her side – Future Islands
8. Sign your name – Sheryl Crow
9. Rollin’ and tumblin’ – Muddy Waters
10. Floating Vibes – Surfer Blood
11. Look inside America – Blur
12. Wild once – Laura Marling

s07e23 – Passaggio a Dubai – The Tallest city on Earth

Benvenuti a un nuovo show dalla città più alta del mondo, partendo dal mare ovviamente e senza arrivare a Lima come capitale più alta e all’Himalaya, qui ci difendiamo con una stagione dell’arte molto interessante e musica spaziale che arriva su su fino al cielo. Fatevi una ballata con queste canzoni:

1. Jens Lekman – How We Met, The Long Version
2. Ella Fitzgerald – Savoy Truffle
3. Fabrizio De Andrè – Quello che non ho
4. The Boy Least Likely To – I See Spiders When I Close My Eyes
5. Motta – Prima o poi ci passerà
6. Calcutta – Frosinone
7. Cate Le Bon – Find Me
8. DIIV – Out Of Mind_1
9. Alexis Taylor – Repair Man
10. Belle & Sebastian – Like Dylan in the Movies
11. Angel Olsen – Those Were The Days
12. Conor Oberst – Salutations