s07e28 – Passaggio a Dubai intervista Italiani punto it

Passaggio a Dubai si collega con Caterina e Paola, promotrici di Italiani.it, per una puntata speciale.
Apriamo un ponte tra Malta e Dubai per capire come si fa a mettere in comunicazione gli italiani in Italia e quelli all’estero, e poi quelli all’estero tra loro, come riscoprire il proprio Paese e imparare da tutte le parti.
1. In Florida – Land Of Talk
2. A me piace o blues – Pino Daniele
3. il negozio di antiquariato – Niccolò Fabi
4. la collina dei ciliegi – Lucio Battisti
5. Cara – Lucio Dalla
6. La paranza – Daniele Silvestri
7. Buongiorno buona fortuna – Perturbazione feat Dente
8. Confucius – Skatalites

s07e27 – Passaggio a Dubai – Puntata da finedimondo

Nuova puntata da fine di mondo visto che sono usciti dei dischi meravigliosi tutti insieme e ci chiediamo e allora, dopo di questo? Che il caldo e il ramadan abbiamo la migliore.

Noi ce ne scappiamo alla Biennale a farci un salto, tra il padiglione degli Emirati e quello americano e quello inglese che saranno bellissimi. E con tanta musica, dall’ultimo di PJ Harvey al nuovo degli LCD Soundsystem, poi sicuro la nuova sensazione che si chiama Girl Ray e il loro nuovo disco dal nome anagrammato, Earl Grey, e Gorillaz, Kendrick Lamar e altro. come ogni domenica su Radio Fragola e su passaggioadubai.com

01. Girl Ray – Stupid Things (Official Video)
02. call the police
03. Maxïmo Park – Get High (No, I Don’t)
04. David Bowie – Pablo Picasso
05. At the Drive-In – Pendulum In A Peasant Dress
06. Scritti Politti – Jacques Derrida
07. Gorillaz – We Got the Power (feat. Jehnny Beth)
08. Inspiral Carpets – Saviour
09. PJ Harvey – I’ll Be Waiting
10. Kasabian – Good Fight
11. Kendrick Lamar – LOVE. (Feat. Zacari)

s07e26 – Passaggio a Dubai – Primo Maggio

Venite a una nuova puntata di Passaggio a Dubai, con musica di Future Islands a Bob Dylan e poi il nuovo dei Gorillaz e Sampha e un sacco di idee forse ma soprattutto musica e un invito al Primo Maggio Con Radio Fragola. Con Vincenzo Albano ogni domenica alle 18.30 ora italiana.

1. Hello – Yumi Zouma
2. Through The Roses – Future Islands
3. Risk To Exist – Maximo Park
4. Time For Heroes – The Libertines
5. Paris 1919 – John Cale
6. Andromeda – Gorillaz (feat. DRAM)
7. Weight Off – Kaytranada (feat. Badbadnotgood)
8. Imagination – Bob Dylan
9. Plastic 100°C – Sampha
10. Love Is Love – Woods
11. Fly – Nick Drake
12. Baby You’re Out – Mac DeMarco
13. Artangels – Grimes

Dubai e l’Arte di Marzo

La capitale degli Emirati si propone come centro dell’arte mediorientale con quattro appuntamenti da non perdere

La cultura in città si fa largo

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Opening night Party at Art Dubai 2017, Courtesy of Photo Solutions

tra le velleità di espansione economica, architettonica e demografica della città emiratina, con una serie di iniziative che vogliono mettere Dubai al centro di una mappa sempre più ambiziosa, con Expo 2020 che si avvicina all’orizzonte e a data di apertura sempre più vicina del Louvre e del Guggenheim di Abu Dhabi.

La città sta allargando le sue ambizioni e vuole essere il centro di propulsione della creatività di tutto il Medio Oriente, se non oltre. In questi giorni, quattro iniziative culturali trasformano Dubai in un deserto creativamente fertile.

Art Dubai si svolge sotto il patrocinio dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai. Alla guida artistica, per il primo anno, la libanese Myrna Ayad e il madrileno Pedro Del Val.

È una tappa sempre più importante, che si posiziona nel calendario artistico globale tra l’Armory Show di New York e la tappa di Art Basel a Hong Kong.

Le opere e le gallerie in mostra quest’anno si dividono tra due gallerie dedicate all’arte contemporanea e una dedicata all’arte moderna, e nei corridoi e nei vari stand , i quali camminano con il telefono sempre puntato a fare da schermo ai temi contemporanei della fiera.

Normalmente sono due i poli dell’arte a Dubai: le gallerie del centro finanziario di DIFC, alla base dei grattacieli altissimi, tra il nuovo Cipriani, la sede di Christie’s e gli uffici dell’alta finanza, e i warehouse della zona industriale di Al Quoz, in cui la Alserkal Avenue riunisce gli artisti più coraggiosi e le gallerie più importanti.

A questo panorama si aggiunge Art Dubai, arrivata quest’anno alla sua undicesima edizione.

Ad aprire il percorso che attraversa gli stand di 90 gallerie da 44 Paesi, troviamo la galleria di Sabrina Amrani di Madrid – Jal Hamad e Sabrina sono impegnati in un tour mondiale costante per esporre le opere della loro gallerie, che hanno selezionato con una sensibilità molto attenta ai temi contemporanei. Quest’anno le opere di Nicène Kossentini si lanciano in una decostruzione della poetica visiva di questa parte di mondo, e le immagini di decorazioni arabe in successione via via si scompongono, per rinforzare l’idea di dislocamento che si avverte molto forte in questa zona di mondo, e in particolare in questa edizione di Art Dubai.

Le opere di Sadik Kwaish Alfraji, artista iracheno che due anni fa aveva presentato le sue opere alla Biennale di Venezia, spiccano per la poesia delle forme della sua A Cloud in Trousers – presentata da Ayyam Gallery, e allo stesso tempo dai video che ora sono in mostra al centro Maraya, rappresentate in concomitanza alla Biennale d’Arte di Sharjah.

Il tema della causa palestinese e’ ovviamente molto sentito e rappresentato di frequente nelle opere presenti in questa fiera, in un periodo in cui Banksy apre il suo ironico Walled-Off Hotel (nome che si legge in modo simile al famoso Waldorf Hotel) con vista sul muro tra Israele e Palestina.
I lavori dell’artista iracheno Dia Azzawi, rappresentato dalla galleria Meem di Dubai, prendono il centro della scena con il monumentale Jenin Jenin, un arazzo in bianco e nero di grandi dimensioni composto da tre pannelli, ognuno contenente una figura umana in posizione contorta, che rappresenta il massacro nel campo profughi di Jenin del 2002. La firma è l’impronta della mano dell’artista, di colore rosso scuro come il sangue.

Persino Samia Halaby, artista palestinese dalla lunga esperienza che da decenni si impegna nella ricerca di forme e colori astratti, ha deciso di rappresentare la sofferenza del suo popolo, alla galleria Ayyam, concentrandosi su un altro massacro in Palestina: nelle sue tavole a matita esprime il dolore grezzo, non filtrato e incolore, che il popolo del paesino di Kafr Qasem ha dovuto subire a causa del massacro per mano israeliana nel 1956, come una memoria che si ripete e che anche a matita non poò venire cancellata.

Art Dubai - Slash (2017) by Thukral & Tagra, on show at Chatterjee and Lal. Photography by Mosh Lafuente.

Slash (2017) by Thukral & Tagra, on show at Chatterjee and Lal. Photography by Mosh Lafuente.

Dubai in questi giorni si vuole piazzare al centro della mappa per tutti i creativi, che in un primo momento tra la sabbia e i grattacieli potrebbero sentirsi piuttosto spaesati delle opere rappresentate ad Art Dubai: la Design Week si fa notare portando in scena alcuni talenti molto particolari, tra cui ci colpisce con poche parole e la poesia dei suoi lavori il londinese Umut Yamac (creatore di una lampada in ottone, in equilibrio delicatissimo tra design e arte) e il norvegese Kim Thomé, che in passato aveva collaborato con Swarovski per la costruzione di un altissimo totem nel V&A Museum di Londra.

E tanto altro: Fashion Forward riunisce i talenti della moda e prova a farsi largo nel panorama della moda, per trasformare un appuntamento mediorientale in un’occasione globale.

In tutto questo Dubai si trasforma sempre, tenendo come riferimento il motto della donna più giovane del mondo a capo del ministero della felicità, ovvero la mattina possiamo essere api o mosche, ovvero scegliere di andare verso i fiori o verso la spazzatura. Dubai sembra voler attirare i talenti creativi, oltre a quelli imprenditoriali, e diventare un posto felice – pur conoscendo le proprie contraddizioni e il panorama di sofferenza che lo circonda.